PARITARY PRIVATE HIGH SCHOOL
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Freud Institute Milan, technical, technological, economic institute and high school of human sciences

INCONTRI FORMATIVI CON PROFESSIONISTI DEL SETTORE ARBITRALE DI CALCIO

Nelle seguenti date alcuni studenti, saranno impegnati nella partecipazione a quanto in oggetto enunciato, presso la sede della Sezione AIA di Milano, sita in via Gaetano Crespi n. 5.

Nella fattispecie, verranno svolti incontri di formazione e sensibilizzazione in merito alle seguenti tematiche:

venerdì 23 gennaio 2026 – GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’EDUCAZIONE (l’arbitro come educatore e modello di comportamento per le nuove generazioni);

lunedì 9 febbraio 2026 – GIORNATA MONDIALE CONTRO IL BULLISMO ED IL CYBERBULLISMO (l’arbitro come figura che trasmette il contrasto a comportamenti abusivi, promuovendo un ambiente sano come quello dello sport;

venerdì 6 marzo 2026 – GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE (l’arbitro donna e la parità di genere nel mondo sportivo);

venerdì 20 marzo 2026 – GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE (l’arbitro promotore di equità e della lotta contro il razzismo nello sport);

 

CONTENUTI

Il settore arbitrale rappresenta una componente fondamentale del giuoco del calcio. Senza arbitri non esisterebbe una gestione imparziale delle partite e il calcio non potrebbe essere praticato in modo organizzato, sicuro e regolamentato. Gli arbitrisono figure ufficiali incaricate di far rispettare le regole del gioco durante una partita.

Essi:

• Dirigono la gara garantendo il corretto svolgimento.

• Prendono decisioni imparziali e definitive.

• Tutelano la sicurezza dei giocatori.

• Applicano le regole del Regolamento del Gioco del Calcio stabilite dall’IFAB (International Football Association Board).

Il team arbitrale moderno può includere:

• Arbitro principale

• Assistenti arbitrali (guardalinee)

• Quarto ufficiale

• Assistenti VAR e AVAR (nelle competizioni dove previsto)

 

La figura dell’arbitro nasce con l’evoluzione del calcio moderno nella seconda metà dell’Ottocento, in Inghilterra.

• Prima del 1860 circa, non esistevano arbitri in campo: erano i capitani delle squadre a risolvere le controversie.

 

• Negli anni 1860–1870, con la crescente competitività, si iniziò a usare dei giudici di gara fuori dal campo, chiamati “umpire”.

• Nel 1891, l’arbitro venne introdotto ufficialmente dentro al terreno di gioco, con il potere di prendere decisioni autonome.

Questa data segna la nascita reale dell’arbitro come lo intendiamo oggi.

 

L’arbitro è stato introdotto per rispondere a esigenze precise:

1. Garantire imparzialità o Con il calcio che diventava più competitivo, affidare le decisioni ai giocatori non era più possibile.

2. Evitare conflitti o Senza un giudice esterno, le discussioni tra squadre erano frequenti e spesso irrisolvibili.

3. Uniformare le regole o Serve una figura che applichi il regolamento allo stesso modo per tutti.

4. Tutela della sicurezza o La presenza di un arbitro riduce comportamenti violenti o irregolari.

5. Professionalizzazione del calcio

o Con la nascita dei campionati ufficiali, era necessario un sistema disciplinare preciso e riconosciuto.

Oggi il settore arbitrale è estremamente strutturato:

• Formazione continua e specifica (fisica, tecnica, regolamentare).

• Utilizzo della tecnologia (Goal Line Technology, VAR).

• Organizzazioni internazionali come FIFA e UEFA coordinano e qualificano gli arbitri per le competizioni più importanti.

L’arbitro è diventato una figura professionale altamente qualificata, essenziale per la correttezza e la credibilità del calcio moderno.

 

OBIETTIVI E FINALITÀ

  1. Promuovere i valori positivi dello sport

Gli arbitri, come garanti delle regole, possono trasmettere ai ragazzi:

• rispetto delle regole e delle persone;

•lealtà sportiva;

• importanza dell’imparzialità e della correttezza;

• spirito di collaborazione e fair play;

  1. Sensibilizzare sul rispetto e sulla gestione dei conflitti

Gli arbitri affrontano quotidianamente situazioni di tensione e decisioni delicate. Grazie alla loro esperienza possono:

• mostrare come gestire lo stress e le pressioni esterne;

• spiegare tecniche di comunicazione efficace;

• educare a risolvere i conflitti in modo maturo e non violento;

• promuovere una cultura del rispetto reciproco, anche davanti al dissenso;

  1. Contrastare fenomeni negativi: violenza, bullismo e linguaggio ostile

Il calcio è un microcosmo che rispecchia dinamiche sociali. Gli arbitri possono evidenziare: • come riconoscere e prevenire comportamenti aggressivi;

• quali sono le conseguenze di reazioni impulsive e verbali ostili;

• l’importanza dell’autocontrollo;

• il valore dell’empatia nelle relazioni tra pari;

  1. Far comprendere l’importanza delle regole nella vita quotidiana

Attraverso esempi pratici legati al campo:

• si può spiegare perché le regole esistono e come creano equità;

• si può mostrare come rispettarle permetta una convivenza più serena;

• si aiutano gli studenti a vedere le regole non come limiti, ma come strumenti di libertà e sicurezza;

  1. Stimolare la crescita personale e la responsabilità individuale

Gli arbitri professionisti raccontano percorsi personali impegnativi fatti di:

• impegno costante;

• capacità decisionali rapide;

• consapevolezza delle proprie azioni;

• confronto continuo con il giudizio altrui;

Questi elementi possono motivare gli studenti a sviluppare senso di responsabilità, autonomia e autostima.

  1. Conoscere una professione poco esplorata

Gli incontri permettono di:

• scoprire il mondo arbitrale, spesso poco conosciuto;

• capire la formazione, l’allenamento e la preparazione necessaria;

• analizzare come il ruolo dell’arbitro rappresenti una carriera sportiva alternativa, fatta di disciplina e valori forti;

  1. Promuovere il lavoro di squadra e la collaborazione

Gli studenti possono comprendere come anche gli arbitri lavorino in team:

• scambiando informazioni;

• supportandosi reciprocamente;

• prendendo decisioni condivise; Un modello utile per spiegare dinamiche di collaborazione anche nel contesto scolastico.

  1. Rinforzare il concetto di responsabilità digitale e comportamento online

Gli arbitri possono:

• sensibilizzare sull’uso rispettoso dei social;

• far riflettere sulle conseguenze di messaggi offensivi o disinformazione;

• evidenziare l’importanza della reputazione digitale


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