30 marzo 2025
In data 29 Marzo 2025, il giornale “Libero” cita la Scuola S. Freud nell'articolo dal titolo “Gli studenti danno i voti ai prof: al Freud il docente dell’anno”.
Di seguito il testo dell'articolo, corredato in fondo pagina dall'estratto quotidiano.
Gli insegnanti dovranno impegnarsi al massimo. Gli studenti danno i voti ai prof: al Freud il docente dell’anno.
I rappresentanti di classe dell’istituto paritario di Città Sttudi raccoglieranno le preferenze dei loro compagni. Il Direttore: «servirà ad aumentare le motivazioni del personale scolastico»
Essere riconosciuto come «docente dell’anno», se si è un professore o professoressa, è sicuramente una soddisfazione personale non di poco conto. Ancor più stimolante, però, è se la valutazione viene fatta da un proprio studente o studentessa, in grado di riconoscere i pregi o i difetti dell’insegnamento nel corso dell’anno accademico. Una possibilità che, per quanto curiosa, esisterà davvero in futuro, grazie a un’iniziativa che sarà attuata dal prossimo anno all’istituto superiore paritario «Sigmund Freud» di via dell’Accademia a Milano, in zona Città Studi. Il docente «del mese» o «dell’anno» sarà giudicato da 1.300 adolescenti che frequentano i corsi, suddivisi tra Liceo Scientifico, delle Scienze Umane, Tecnico/economico/turistico e Tecnico/tecnologico/informatico.
Da settembre a maggio prossimi, i rappresentanti di classe potranno segnalare il docente che ritengono più meritevole in base a quanto deciso dai loro compagni. Chiaro è anche il processo di valutazione di un docente, che per risultare migliore dovrà eccellere in diverse competenze come la capacità di stimolare l'interesse nei confronti della materia, di coinvolgere durante le lezioni, di creare un clima sereno e costruttivo all'interno della classe, di essere disponibile a fornire chiarimenti, in grado di ascoltare e rispettare gli studenti o di mostrare passione ed entusiasmo. Altri aspetti presi in esame dai giovani saranno anche la capacità di strutturare le lezioni in maniera soddisfacente, di avere strategie di recupero adeguate per chi non ha buoni voti, di approfondire (se richiesto) gli argomenti, di avere metodi didattici che aiutino l’apprendimento come le lezioni frontali e i lavori di gruppo, la puntualità nella restituzione dei compiti e nella comunicazione dei voti, il rigore nella gestione della disciplina nella classe e il risultare una persona di riferimento. I docenti sono dunque avvisati: per eccellere dovranno impegnarsi al massimo come vogliono i propri studenti, mantenendo una buona condotta senza perdere la pazienza se qualche ragazzo, più agitato, disturba la lezione.
Chiaro è il motivo della nascita del progetto. «Lo abbiamo ideato perché siamo convinti che possa essere una motivazione per il docente, che si vede riconosciuto il buon lavoro e desidera migliorarsi ulteriormente», spiega il direttore dell’Istituto milanese, Daniele Nappo, «pensiamo che possa aumentare la fiducia nelle capacità dell’insegnante e incentivarne l’impegno. In un ambiente scolastico-lavorativo, il riconoscimento del merito contribuisce a creare una cultura basata sulla valorizzazione dell’impegno. Abbiamo ovviamente pensato di farla attribuire in modo equo e trasparente, basandoci su criteri chiari, per evitare favoritismi e garantire l’efficacia».
L’iniziativa, in arrivo nell’anno scolastico 2025-2026, fa seguito a un’altra novità introdotta a ottobre scorso: il voto e la pagella ai professori sempre da parte degli studenti. Allora era finita sulle cronache locali, dando luogo a dibattiti. Per l’occasione, un questionario di 28 domande è stato compilato volontariamente su ogni docente del proprio Consiglio di classe, prendendo come valutazione diversi aspetti come il metodo di spiegazione dei loro insegnanti, i carichi di lavoro, l’impostazione del rapporto in classe e la qualità della didattica. Gli stessi studenti avevano poi risposto a un sondaggio e il 79% del campione aveva ritenuto lo strumento valido. L'83%, inoltre, aveva sostenuto che è fondamentale per fare in modo che la direzione didattica conosca pregi e difetti degli insegnanti, il 97% aveva ritenuto che fosse da stimolo per i docenti mentre il 99% aveva voluto che fosse esteso in tutte le scuole. Non è la prima volta che un modello di questo genere è comparso in una scuola, dato che già in passato in diversi Paesi era già stato preso a riferimento: Inghilterra, Scozia, Irlanda, Galles, Usa, Nuova Zelanda, Australia e Canada, anche nelle scuole secondarie di secondo grado.
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