PARITARY PRIVATE HIGH SCHOOL
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Freud Institute Milan, technical, technological, economic institute and high school of human sciences

DISCORSO DI APERTURA DELL’ANNO SCOLASTICO 2026/2027

8 settembre 2026

Discorso di apertura dell’Anno Scolastico 2026/2027

Scuola Paritaria S. Freud

Care studentesse, cari studenti,
gentili genitori e famiglie,

benvenuti alla Scuola Freud.

Ogni nuovo anno scolastico porta con sé qualcosa di speciale. Per alcuni di voi oggi è un ritorno in un luogo conosciuto; per altri è il primo giorno in una nuova scuola, con l’emozione, le aspettative e forse anche qualche comprensibile timore che accompagna ogni nuovo inizio.

A tutti voi voglio dire una cosa molto semplice: qui siete parte di una comunità.

La Scuola Freud non vuole essere soltanto il luogo nel quale si viene ogni mattina per seguire delle lezioni, sostenere verifiche e ottenere dei voti. La scuola, almeno per come noi la intendiamo, deve essere molto di più.

Deve essere un luogo nel quale si cresce.

Si cresce nella conoscenza, certamente, ma anche nel carattere, nelle relazioni, nell’autonomia e nella capacità di assumersi delle responsabilità.

Agli studenti

A voi ragazzi vorrei rivolgere soprattutto il mio pensiero.

Non vi chiedo di essere perfetti.

Vi chiedo però di esserci.

Di partecipare, di provare, di avere curiosità, di fare domande, di accettare anche la fatica quando sarà necessaria.

Durante quest’anno probabilmente commetterete degli errori. Fa parte del percorso.

Un brutto voto si recupera. Una difficoltà si può affrontare. Una materia che sembra impossibile può diventare comprensibile. Anche un momento personale complicato può essere superato.

Quello che non dobbiamo permettere è che una difficoltà diventi una rinuncia.

Per questo vi chiedo di non avere paura di chiedere aiuto.

Parlate con i vostri docenti. Parlate con la scuola. Utilizzate tutte le opportunità che vi vengono offerte.

Alla Freud abbiamo sempre cercato di mettere lo studente al centro, non come slogan, ma come metodo di lavoro.

Perché dietro ogni voto c’è una persona.

Dietro ogni difficoltà c’è una storia.

E dietro ogni ragazzo c’è un talento che, qualche volta, deve semplicemente trovare il momento e il modo giusto per emergere.

Ma attenzione: mettere lo studente al centro non significa eliminare le regole o le responsabilità.

Significa esattamente il contrario.

Significa accompagnarvi affinché possiate diventare progressivamente responsabili delle vostre scelte.

Perché crescere significa anche comprendere che ogni scelta produce delle conseguenze.

Il rispetto prima di tutto

C’è poi una parola alla quale tengo particolarmente: rispetto.

Rispetto verso i compagni.

Rispetto verso i docenti.

Rispetto verso il personale della scuola.

Rispetto verso gli ambienti nei quali trascorriamo le nostre giornate.

Ma soprattutto rispetto verso voi stessi.

Non c’è vera educazione senza rispetto.

Viviamo in un’epoca nella quale è facilissimo comunicare e, paradossalmente, qualche volta è diventato più difficile ascoltarsi.

Un messaggio scritto in pochi secondi, una fotografia, un commento sui social possono avere conseguenze molto più grandi di quanto immaginiamo.

Per questo vi chiedo di utilizzare sempre le parole con responsabilità.

Una parola può ferire.

Ma una parola può anche incoraggiare, includere, aiutare una persona che sta attraversando un momento difficile.

Scegliete, ogni volta che potete, la seconda possibilità.

Alle famiglie

Ai genitori voglio rivolgere un ringraziamento particolare.

Scegliere una scuola significa affidarle una parte importante della crescita dei propri figli.

Sappiamo bene quale responsabilità questo comporti.

La famiglia e la scuola devono però essere alleate, non due realtà contrapposte.

Potremo avere opinioni differenti. Potranno esserci problemi, incomprensioni e momenti nei quali sarà necessario confrontarsi.

È normale.

Ma se famiglia e scuola mantengono un dialogo aperto, rispettoso e costruttivo, quasi ogni difficoltà può trasformarsi in un’occasione educativa.

Vi chiediamo quindi di collaborare con noi.

E soprattutto di aiutarci a trasmettere ai ragazzi un principio fondamentale: la scuola deve saper ascoltare gli studenti, ma gli studenti devono imparare anche ad assumersi le proprie responsabilità.

Proteggere un ragazzo non significa evitargli ogni difficoltà.

Significa insegnargli ad affrontarla.

Una scuola per tutti, una scuola per ognuno

Da molti anni cerchiamo di costruire una scuola capace di riconoscere le differenze.

Non tutti impariamo nello stesso modo.

Non tutti abbiamo gli stessi tempi.

Non tutti abbiamo le stesse capacità.

Ed è proprio questa diversità a rendere una comunità educativa autentica.

La nostra idea è quella di essere una scuola per tutti e, contemporaneamente, una scuola per ognuno.

Una scuola inclusiva, attenta ai BES e ai DSA, capace di utilizzare la tecnologia, l’innovazione e nuovi strumenti didattici, ma senza dimenticare mai che nessuna tecnologia potrà sostituire la relazione umana tra chi insegna e chi impara.

Anche l’intelligenza artificiale, che sta entrando rapidamente nelle nostre vite e nella scuola, rappresenterà una straordinaria opportunità.

Ma dovremo imparare ad utilizzarla con intelligenza.

Perché conoscere tutte le risposte serve a poco se non impariamo prima a formulare le domande giuste.

Il valore del merito

Vorrei poi parlare di merito.

Qualche volta questa parola viene interpretata esclusivamente come il risultato migliore.

Per noi non è così.

Merito significa riconoscere chi raggiunge risultati eccellenti, certamente.

Ma significa anche riconoscere chi parte da una difficoltà e compie un grande percorso.

Chi non si arrende.

Chi migliora.

Chi aiuta un compagno.

Chi dimostra serietà.

Chi riesce, giorno dopo giorno, a diventare una versione migliore di se stesso.

Non vi chiediamo di essere migliori degli altri. Vi chiediamo di provare ad essere migliori di ciò che eravate ieri.

Il tempo che avete davanti

Ragazzi, c’è infine qualcosa che probabilmente oggi vi sembra abbondante, ma che un giorno scoprirete essere preziosissimo: il tempo.

Gli anni della scuola passano molto più velocemente di quanto possiate immaginare.

Non sprecateli.

Studiate, ma divertitevi.

Costruite amicizie.

Viaggiate.

Partecipate ai progetti.

Vivete le esperienze di PCTO.

Entrate nei laboratori.

Imparate le lingue.

Utilizzate la tecnologia.

Fate sport.

Leggete.

Confrontatevi con persone che hanno idee diverse dalle vostre.

Siate curiosi del mondo.

Perché il diploma che riceverete alla fine del vostro percorso sarà importante, ma ancora più importante sarà la persona che sarete diventati nel frattempo.

Il nostro impegno

Da parte nostra c’è un impegno preciso.

Cercheremo di ascoltarvi.

Cercheremo di accompagnarvi.

Cercheremo di valorizzare le vostre capacità.

Quando sarà necessario vi aiuteremo.

Quando sarà necessario vi correggeremo.

E quando sarà necessario vi diremo anche qualche no.

Perché educare significa incoraggiare, ma significa anche stabilire dei limiti.

Significa essere presenti.

E soprattutto significa credere nelle possibilità di un ragazzo anche quando, qualche volta, quel ragazzo smette temporaneamente di credere in se stesso.

Questo è il compito di una scuola.

Un nuovo viaggio

Oggi ricominciamo insieme.

Davanti a noi abbiamo mesi di lezioni, verifiche, interrogazioni, progetti, laboratori, viaggi, esperienze, successi e inevitabilmente anche qualche difficoltà.

Affrontiamoli come una comunità.

Agli studenti chiedo impegno, rispetto e curiosità.

Ai docenti chiedo competenza, disponibilità e capacità di ascolto.

Alle famiglie chiedo fiducia, collaborazione e dialogo.

Alla Scuola Freud chiedo di continuare a fare ciò che deve fare ogni buona scuola: non limitarsi a preparare gli studenti per il prossimo esame, ma contribuire a prepararli per la vita.

E a voi ragazzi lascio un ultimo pensiero.

Non abbiate paura di avere ambizioni.

Non abbiate paura di cambiare idea.

Non abbiate paura di sbagliare strada e ricominciare.

Ma soprattutto non permettete mai a nessuno di convincervi che non siete capaci di qualcosa prima ancora di averci provato.

La scuola serve anche a questo: a scoprire possibilità che ancora non sappiamo di avere.
 


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