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COMPITI A CASA, STOP ALLE ASSEGNAZIONI FUORI ORARIO: LE NUOVE INDICAZIONI DEL MINISTERO

5 ottobre 2026

Compiti a casa, stop alle assegnazioni fuori orario: le nuove indicazioni del Ministero

Compiti sì, ma assegnati con tempi chiari e senza costringere studenti e famiglie a controllare continuamente il registro elettronico. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito interviene sull’organizzazione del lavoro scolastico: consegne entro la fine delle lezioni, maggiore attenzione alla programmazione delle verifiche e valorizzazione del diritto alla disconnessione digitale.

Una notifica sul registro elettronico nel tardo pomeriggio, un compito aggiunto la sera per il giorno successivo oppure nuove consegne pubblicate durante il fine settimana: sono situazioni che molti studenti e molte famiglie conoscono bene. Con le nuove indicazioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito si punta a delimitare con maggiore chiarezza il tempo della scuola e quello personale degli studenti.

Non vengono aboliti i compiti a casa

È importante chiarire innanzitutto un aspetto: non si tratta di uno stop ai compiti a casa. I compiti continuano a rappresentare uno strumento importante per consolidare quanto appreso durante le lezioni, esercitarsi, sviluppare un metodo di studio e acquisire progressivamente autonomia. Ciò che cambia è soprattutto il modo in cui devono essere organizzati e comunicati. Le consegne dovranno essere assegnate entro il termine dell’orario delle lezioni, evitando l'inserimento di nuovi compiti sul registro elettronico nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana. L'obiettivo è evitare che studenti e genitori siano costretti a controllare continuamente il registro per verificare la presenza di nuove attività.

Torna centrale il diario

Le indicazioni ministeriali rivalutano anche il ruolo del diario cartaceo. Annotare personalmente i compiti e gli impegni può infatti rappresentare un esercizio di responsabilità: lo studente conosce ciò che deve fare al termine delle lezioni e può organizzare autonomamente il proprio pomeriggio e il proprio tempo di studio. La tecnologia rimane uno strumento prezioso per la scuola, ma non dovrebbe trasformarsi in una forma di reperibilità permanente per studenti e famiglie.

Verifiche: evitare più prove nella stessa giornata

Le indicazioni non riguardano soltanto i compiti. Il Ministero richiama anche l'attenzione sulla necessità di una programmazione collegiale delle verifiche, nel rispetto dell'autonomia didattica dei docenti. L'obiettivo è evitare, per quanto possibile, la concentrazione di più prove nella stessa giornata e distribuire in maniera equilibrata il carico di lavoro durante la settimana.

Una migliore organizzazione permette allo studente di prepararsi con maggiore consapevolezza e consente alla verifica di mantenere la propria autentica funzione didattica: misurare il percorso di apprendimento e aiutare ragazze e ragazzi a comprendere punti di forza e aspetti sui quali lavorare.

Il diritto alla “disconnessione”

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il rapporto tra scuola e strumenti digitali. Il Ministero invita infatti i dirigenti scolastici a promuovere una riflessione sull'organizzazione di compiti e verifiche che favorisca anche la disconnessione degli studenti dai dispositivi digitali. Una questione particolarmente attuale. Registro elettronico, smartphone e piattaforme online hanno reso più immediata la comunicazione tra scuola e famiglia, ma rischiano anche di rendere meno evidente il confine tra il tempo scolastico e quello personale.

Scuola Freud: organizzare significa anche educare

Per Scuola Freud, il tema non dovrebbe essere ridotto alla contrapposizione tra “compiti sì” e “compiti no”. Il punto centrale è un altro: insegnare agli studenti a gestire responsabilmente il proprio tempo. Il lavoro individuale a casa mantiene una funzione educativa importante quando è proporzionato, programmato e coerente con il percorso svolto in classe. Allo stesso tempo, uno studente deve poter conoscere per tempo i propri impegni, organizzare lo studio e avere spazi da dedicare allo sport, alle relazioni, alla famiglia e al riposo. Educare all'autonomia significa anche questo: non chiedere ai ragazzi di essere permanentemente connessi in attesa della prossima notifica, ma metterli nelle condizioni di sapere cosa devono fare e responsabilizzarli nell'organizzazione del proprio lavoro. La sfida della scuola contemporanea non consiste quindi nell'eliminare l'impegno, ma nel renderlo equilibrato, consapevole e realmente formativo.


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