18 settembre 2026
Il Dottor Daniele Nappo, Rappresentante Legale nonché Fondatore della Scuola Paritaria S. Freud, pone l’attenzione sull’importanza di una didattica sempre più attenta alle esigenze e alle caratteristiche di ogni studente. Una scuola innovativa deve favorire partecipazione e coinvolgimento, utilizzando la tecnologia come strumento di supporto e mantenendo il docente al centro del processo educativo.
La scuola del futuro non comincia con l'intelligenza artificiale. Comincia da una domanda molto più semplice e, forse, più difficile: ha ancora senso insegnare nello stesso modo a studenti che imparano in maniera diversa? Alla vigilia di un nuovo anno scolastico, mentre si discute di innovazione, tecnologie digitali e nuove competenze, il rischio è quello di concentrare l'attenzione sugli strumenti dimenticando il vero protagonista della scuola: lo studente. La vera trasformazione è culturale: passare da una didattica costruita prevalentemente sul programma a una capace di interrogarsi anche sulla persona che deve apprenderlo. Nella stessa aula convivono ragazzi velocissimi nell'apprendimento e altri che hanno bisogno di più tempo. Considerare queste differenze non significa abbassare il livello. Significa, al contrario, usare metodologie più intelligenti. La personalizzazione dell'apprendimento non può essere confusa con la semplificazione. Personalizzare significa cercare la strada migliore affinché ciascuno possa raggiungere obiettivi. È probabilmente questa una delle sfide decisive della scuola, passare dalla lezione alla partecipazione. Per molti anni il modello dominante è stato relativamente semplice: il docente spiegava, lo studente ascoltava, studiava e successivamente dimostrava quanto aveva appreso. Quel modello conserva certamente una sua utilità, ma oggi non può più essere l'unico. La didattica contemporanea richiede partecipazione, laboratori, confronto, problem solving, esperienze concrete. Il docente, quindi, non perde centralità. Cambia la natura della sua centralità. Ed è proprio qui che la tecnologia può diventare interessante, perché l'intelligenza artificiale non sostituirà un buon insegnante. Paradossalmente, più le macchine saranno capaci di fornire risposte, più la scuola -dovrà insegnare agli studenti a costruire buone domande.
