24 settembre 2026
Maturità 2027: date, prove e nuove regole dell’esame
La Maturità 2027 comincia a prendere forma. Per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado sono già definite alcune delle principali caratteristiche dell’esame, a partire dal calendario delle prove.
La prima prova scritta si svolgerà mercoledì 16 giugno 2027 alle ore 8.30, riportando quindi l’avvio dell’esame nella tradizionale giornata del mercoledì. La seconda prova seguirà giovedì 17 giugno 2027.
Maturità 2027: cosa cambia?
Al momento non sono previste ulteriori modifiche strutturali rispetto all’impianto introdotto con la riforma dell’esame di maturità. L’esame continuerà quindi a prevedere due prove scritte e un colloquio orale. La prima prova, comune a tutti gli indirizzi di studio, sarà dedicata alla lingua italiana. La seconda prova riguarderà invece una delle discipline caratterizzanti il percorso frequentato dallo studente, individuata annualmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il colloquio orale su quattro discipline
Uno degli elementi centrali dell’attuale modello di Maturità riguarda il colloquio orale, che verte su quattro discipline, individuate annualmente dal Ministero entro il mese di gennaio. L’obiettivo non è verificare soltanto la conoscenza dei contenuti, ma anche la capacità dello studente di utilizzare e collegare le conoscenze acquisite, argomentare in maniera critica e personale e dimostrare il livello di autonomia e maturità raggiunto al termine del percorso scolastico. Nel colloquio trovano inoltre spazio le competenze maturate nell’ambito dell’Educazione civica, il percorso personale dello studente e le esperienze di formazione scuola-lavoro.
Come sarà composta la commissione
Per ogni due classi è prevista una commissione presieduta da un presidente esterno. Per ciascuna classe sono previsti due commissari interni e due commissari esterni. La composizione della commissione è quindi più contenuta rispetto al precedente modello con sei commissari per classe. Le discipline affidate ai commissari sono collegate alle materie individuate per il colloquio.
Il voto di condotta conta anche alla Maturità
Particolare attenzione continua a essere riservata al comportamento dello studente. Il voto di condotta assume infatti un ruolo importante ai fini dell’ammissione e dello svolgimento dell’esame. In particolare, secondo le regole vigenti, il 6 in comportamento comporta specifiche conseguenze nel percorso conclusivo, mentre una valutazione inferiore a sei determina la non ammissione all’esame.
Si conferma quindi l’importanza attribuita non soltanto alla preparazione disciplinare, ma anche alla responsabilità, alla partecipazione e alla maturazione personale dello studente.
Il voto finale resta espresso in centesimi
La valutazione conclusiva della Maturità resta espressa in centesimi. Il percorso scolastico e le prove d’esame concorrono alla determinazione del risultato finale: il credito scolastico può contribuire fino a 40 punti, mentre le prove d’esame possono attribuire complessivamente fino a 60 punti, suddivisi tra prima prova, seconda prova e colloquio. La normativa prevede inoltre la possibilità, in presenza delle condizioni stabilite, di attribuire un punteggio integrativo motivato.
Maturità 2027: le date da ricordare
Gli studenti che affronteranno l’esame nell’anno scolastico 2026/2027 possono quindi segnare sul calendario le prime date ufficiali:
Mercoledì 16 giugno 2027, ore 8.30 – Prima prova scritta di Italiano
Giovedì 17 giugno 2027 – Seconda prova scritta
Per conoscere le discipline della seconda prova e le quattro materie del colloquio sarà invece necessario attendere le successive comunicazioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Scuola Freud: prepararsi alla Maturità significa costruire un percorso
Alla Scuola Freud di Milano, la preparazione alla Maturità rappresenta la fase conclusiva di un percorso educativo che accompagna lo studente non soltanto nell’acquisizione delle conoscenze, ma anche nello sviluppo dell’autonomia, della capacità critica e della consapevolezza delle proprie competenze. L’esame finale non deve essere considerato esclusivamente come una verifica, ma come un momento nel quale valorizzare il lavoro svolto durante gli anni di scuola e affrontare con maggiore consapevolezza le successive scelte universitarie, formative o professionali.
